Barun: «A Novara sono a casa»

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Tra i tanti volti nuovi della Igor Volley che verrà, uno lo è solo ed esclusivamente sul piano “formale”. Per la stella croata Katarina Barun, infatti, si tratta di un ritorno in quella città e società con cui ha vinto la Coppa Italia 2015 (successo che ha “bissato” nella scorsa stagione a Bergamo) e che ha trascinato a un passo dal sogno tricolore. Dodici mesi appena di lontananza, per poi decidere senza esitazioni di riprendere il cammino insieme: «Appena sono stata contattata dalla società – racconta la stella croata – ho subito iniziato a pensare al mio ritorno. E’ stata una cosa bella, che mi ha convinta in pochi istanti: per me tornare a Novara è sempre emozionante, lo è stato quando ci sono venuta pochi mesi fa da avversaria, con Bergamo, lo sarà a maggior ragione ora. A Bergamo sono stata benissimo ma di Novara mi mancava tutto, per me stare lì è come stare a casa mia. Ritrovo una società in cui sono stata bene, una città che mi è sempre stata vicina e altre ragazze con cui ho già giocato. Poi, non da ultimi, gli amici che ho conosciuto in tanti anni passati a Novara e cui sono molto legata. E’ una bella sensazione, sono felice».

Tornare a Novara vuol dire anche provare a riprendere quel cammino iniziato due stagioni fa e interrottosi sul più bello, a pochi passi dal traguardo: «Credo che la dirigenza abbia allestito una squadra competitiva e interessante. E’ un giusto mix tra giocatrici giovani e altre, come me, più esperte e questo lo ritengo sempre positivo per costruire stagioni di alto livello. Si mette insieme l’esperienza delle più esperte con l’entusiasmo delle più giovani e si crea qualcosa di importante, in grado di portare a risultati di primo piano».

Il tutto in un contesto, quello della serie A1 italiana, che è tornata a essere molto competitiva: «Da qualche anno a questa parte il livello del campionato è tornato a crescere e la prossima stagione vedrà al via un lotto di squadre di altissimo livello, cosa intrigante per noi giocatrici ma anche e soprattutto per il pubblico. I tifosi si divertiranno a vedere un certo tipo di gioco, noi ci divertiremo a scendere in campo e a disputare partite di altissimo livello. Insomma, è davvero meglio per tutti».