Mercato, il d.g. Marchioni fa il punto

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«Ai tifosi dico di stare tranquilli, stiamo lavorando per essere sempre competitivi» è l’incipit del direttore generale della Igor Volley, Enrico Marchioni, dopo una prima fase di lavoro sul “mercato” che ha visto sette partenze e tre arrivi a fronte di cinque conferme. Otto, a oggi, le atlete già messe sotto contratto dal club: «Siamo a poco più di metà dell’opera, visto che alla fine allestiremo, d’accordo con Luciano Pedullà, una squadra di tredici elementi più un quattordicesimo, di ruolo centrale, che pur allenandosi con la prima squadra troverà spazio di gioco con la nostra B1. Ovviamente non siamo fermi, siamo costantemente al lavoro e abbiamo già individuato diversi profili interessanti: aspettiamo sviluppi che potrebbero arrivare anche in tempi brevi. Che tipo di atlete cerchiamo? Giocatrici come quelle che abbiamo già in rosa, talentuose e determinate, disposte a sposare il nostro progetto senza porre condizioni ma con la volontà di mettersi in gioco e di costruire con noi un’altra stagione di alto livello».
 
Nel frattempo, si sono registrate diverse partenze, ben sette: «Per noi è stato molto difficile e doloroso salutare due atlete come Kim e Alberti che sono state le colonne del primo triennio di Igor Volley e che ci hanno accompagnati in tutti i momenti, in quelli più belli così come in quelli più difficili. Mi spiace molto che vadano via senza aver coronato in azzurro il loro, e anche il nostro, sogno. Per quanto riguarda Zanette, abbiamo valutato assieme a lei che fosse la cosa migliore darle la possibilità di proseguire il proprio percorso di crescita in un progetto come quello del Club Italia, prospettiva che le auguro si possa concretizzare. Discorso diverso per Partenio: avevamo tutte le intenzioni di proseguire il rapporto, di confermarla. Purtroppo gli spazi che potevamo e possiamo offrirle non sono quelli che invece lei, legittimamente, ricerca: dopo due stagioni in cui ha giocato poco, l’ideale per la sua crescita era un progetto che la coinvolgesse al 100%. Ha scelto di intraprendere un’altra strada ma questo non è detto che non sia solo un “arrivederci”, vista la stima reciproca e le sue indubbie qualità».
 
Altre partenze hanno lasciato anche il segno tra i tifosi: «Partiamo dal presupposto che, fosse dipeso solo da noi, avremmo confermato Barun, Hill e Klineman dopo l’ottima stagione vissuta insieme. Non è stato possibile e allora ci siamo mossi per sostituire al meglio, a mio parere riuscendoci. Hill è stata seguita dal Vakifbank di Guidetti fin dal torneo di Montreux dello scorso anno, quando la videro all’opera pochi giorni dopo che aveva firmato con noi: lo sapevamo e, non a caso, abbiamo inserito una clausola rescissoria nel contratto che nelle scorse settimane, quando l’atleta ha deciso di accettare la proposta turca, ci ha permesso di recuperare parte dell’investimento. Abbiamo fatto di tutto e di più per trattenerla, anche con un’offerta “shock” a livello economico, ma con certi parametri non siamo in grado di competere non solo noi ma tutti i club italiani in generale. Klineman sognava da sempre di giocare in Brasile e probabilmente senza quella proposta sarebbe ancora con noi. Ci siamo lasciati in maniera ottima, così come anche con Barun. Nel caso di Kate, non ci ha aiutati la convocazione in nazionale. Probabilmente scegliere Bergamo vuol dire per lei anche concentrarsi su un solo obiettivo nell’ottica di un campionato, come il prossimo, che sarà molto compresso e impegnativo. Dopo un’estate con la nazionale, forse la prospettiva di giocare anche la Champions League ha pesato nella sua scelta, spingendola a favorire Bergamo. Siamo felici del percorso compiuto assieme a queste tre atlete ma ora dobbiamo guardare avanti, senza rimpianti».
 
Avanti con delle conferme “pesanti”: «Guiggi ha dimostrato di essere una grandissima capitana, un valore aggiunto importante non solo sul piano tecnico, mentre Sansonna è ormai da anni tra i migliori al mondo nel suo ruolo e, in tal senso, siamo orgogliosi che abbia potuto coronare il proprio sogno di vestire la maglia della nazionale. Bonifacio è un grande talento che ha già dato prova del proprio enorme potenziale, mentre per Chirichella l’anno che verrà, ne sono certo, sarà quello della consacrazione. A vent’anni è stato difficile per lei gestire l’aspetto mediatico post Mondiale ma anche quello tecnico-tattico del volley di altissimo livello, cui ancora non era abituata. Era reduce da un nono posto con Ornavasso, si è trovata a giocarsi due finali e questo sarà un bagaglio d’esperienza importante. Puntiamo forte su di lei anche in ottica futura: parliamo di uno dei migliori centrali italiani. Per quanto riguarda Signorile, con Pedullà abbiamo deciso di puntare in maniera decisa su di lei e sulla sua crescita. Vale per lei il discorso fatto per Chirichella, per quel che riguarda esperienza e percorso fatto in A1. Nelle scorse settimane ci sono state offerte tutte le big del ruolo ma, assieme a Pedullà, non abbiamo mai preso in considerazione di sostituirla perché crediamo in lei e nelle sue qualità. Ci crede anche la nazionale e ci credono anche le sue colleghe… visto che nessuna, nemmeno delle più esperte, avrebbe accettato di affiancarla ma tutte avrebbero, semmai, voluto sostituirla. La sua vice? Quando si punta su una palleggiatrice giovane e di talento, è giusto non metterle eccessiva pressione ma affiancarla con un altro profilo giovane e di talento, in modo da garantirsi una valida alternativa per il presente e per il futuro».
 
Prosegue, dopo gli arrivi di Fabris, Bosetti e Cruz, anche il lavoro per l’allestimento della nuova rosa: «Avremo bisogno di un roster lungo per essere competitivi in tutte e quattro le competizioni che disputeremo e stiamo lavorando in perfetta sintonia con Luciano Pedullà per costruire il futuro. Un futuro che, come sempre, ci vedrà competitivi e che dovrà dipendere per forza non solo da parametri tecnici e tattici ma anche da parametri economici: non possiamo competere con certi budget di club stranieri ma possiamo comunque lavorare ad alto livello cercando di costruirci con le nostre mani il futuro. Come abbiamo fatto lo scorso anno quando, tra lo scetticismo di molti, abbiamo puntato, con l’eccezione di Sansonna, su atlete reduci da annate non esaltanti o bollate da molti quali “finite” o “non all’altezza”. In estate nessuno ci accreditava al livello delle big del campionato, il campo, grazie al lavoro di staff tecnico e squadra, ha detto tutt’altro. E dal campo ci aspettiamo anche quest’anno conferme delle nostre convinzioni: in questi tre stagioni ci siamo sempre presi tutte le responsabilità del caso riguardo le nostre scelte e così continueremo a fare, consci però del fatto che i bilanci vadano stilati a fine anno e non a priori».