Una chiacchierata con Matteo Ingratta

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 Sono passati meno di una decina di giorni dallo storico secondo posto nazionale dell’under 18 di Matteo Ingratta e proprio con lui abbiamo voluto fare una chiatacchiera per ripercorre assieme tutto il percorso di questo incredibile gruppo.

 

D: Ciao Matteo, complimenti per questo secondo posto nazionale ottenuto con la tua under 18 ma ad inizio stagione avresti mai pensato di raggiungere questi risultati con questo gruppo?

R: Credo sia stata davvero un’annata indimenticabile; dal punto di vista sportivo una stagione così è quasi irripetibile. Siamo partiti sapendo di essere un ottimo gruppo, una squadra di buon valore, sicuramente però da assemblare e con la maggior parte delle persone che provenivano da esperienze diverse, sia come livello di gioco, sia come abitudini.

 

D: Il fatto di avere a pochi passi una prima squadra in Serie A1 può stimolare le ragazze a dare di più?

R: Assolutamente sì. Come tutte le stagioni molte ragazze hanno avuto l’occasione di prendere parte ad allenamenti con il gruppo della serie A, alternandosi nell’attività durante tutto periodo preparatorio e a necessità anche durante la stagione; questa attività sicuramente è stata di gran stimolo ed aiuto in tutti i sensi: stare a contatto con delle campionesse ed allenarsi ad alto livello è sempre una grande spinta ed un’opportunità unica.

 

D: Non solo under 18, dicevamo un’annata indimenticabile grazie anche al percorso intrapreso da queste ragazze in Serie B2. Raccontaci in breve anche questo campionato.

R: Durante la stagione abbiamo fatto benissimo nel campionato di B2, conducendo il girone ininterrottamente dalla prima all’ultima giornata e guadagnandoci la final four di coppa Italia; abbiamo vinto matematicamente il girone a 3 giornate dal termine con 3 sole sconfitte di cui 2 per 3-2. Solo guardando questi numeri e pensando come anticipato da te che il gruppo era formato da tutte ragazze di 16/17 anni, si capisce lo spessore del risultato.

 

D: In serie B2 eravate spesso la squadra più “piccola” mentre in under 18 partivate da favoriti. Ripercorriamo il percorso provinciale e regionale che vi ha portati poi a Vibo Valentia.

R: Sì, nelle gare under 18 partivamo spesso con i favori del pronostico dalla nostra parte ed infatti abbiamo fatto un percorso netto, avendo spesso occasione di alternare nelle gare del campionato territoriale anche le ragazze in rosa che stavano trovando meno spazio nel campionato di serie b2. Nel girone eliminatorio del campionato regionale under 18 abbiamo affrontato Valenza, Almese e Lingotto, portando a casa tre netti 3-0 in nostro favore. Ben diverso è stato il valore delle squadre che abbiamo affrontato in final four: semifinale con Settimo Torinese e finale con Chieri. Sulla carta per come era andata  la stagione eravamo le favorite, ma sapevamo benissimo di incontrare avversari tosti, organizzati ed ovviamente con lo stimolo altissimo; il 19 maggio abbiamo disputato due gare davvero di valore eccellente, sia come qualità di gioco che come atteggiamento e presenza; i due nettissimi 3-0 credo che siano solamente il frutto di nostri meriti e, a differenza di quel che i parziali possano far immaginare, in campo sono state due battaglie ben giocate anche dai nostri avversari.

 

D: Con la conquista del titolo regionale avete avuto l’opportunità di evitare i gironi iniziali di qualificazione e iniziare la vostra avventura nella fase finale. Chi avete incontrato?

R: A Vibo Valentia teatro della finale nazionale, il primo tabellone ci ha riservato in sequenza Lanciano (Ch), Baronissi (Sa) e Conero (An): tre vittorie per 3-0 sinceramente facendo abbastanza fatica ad esprimerci al meglio, diciamo che siamo cresciuti di partita in partita ma senza mai essere totalmente sciolti. La fase successiva prevedeva dai quarti di finale, gare ad eliminazione diretta e gli incroci con gli altri gironi ci hanno riservato subito un incontro difficilissimo con Busto, una compagine sulla carta con un sestetto di primissimo livello, già battuta due volte in campionato ma con molta fatica e che dagli addetti ai lavori era accreditata giustamente come una delle possibili squadre da podio; perso nettamente il primo parziale per meriti di un avversario quasi perfetto, credo che il secondo set sia stato uno dei momenti più importanti per noi, un parziale combattutissimo giocato alla pari e che ci siamo aggiudicati con molta fatica con il punteggio di 25/23; poi abbiamo conquistato meritatamente e con punteggi abbastanza netti entrambi glia altri due set per un 3-1 finale che ci ha lanciato nelle semifinali 1°/4° posto.

 

D: Poi le semifinali, due anni fa lì si era interrotto proprio lì il sogno. Quest’anno avevate le modenesi come ostacolo fra voi e la finale. 

R: Sì, l’Anderlini Modena era la nostra avversaria di turno; ci aveva battuto in final four di Coppa Italia nella seppur poco importante finalina 3°/4°, ma perdere non è mai bello anche quando la posta in palio non è prestigiosa. Con Modena abbiamo disputato una gara pratica, non bellissima dal punto di vista tecnico ma molto ben giocata tatticamente, anche qui sotto 0-1 le ragazze sono state brave a capovolgere la gara e portare a casa il 3-1 che valeva la finalissima.

 

D: Infine la finale per il titolo contro il Vollerò che partiva da favorito. Seppur con i pronostici contro le ragazze della Igor Volley hanno lottato tantissimo dimostrando più volte di poter giocare alla pari. Sei soddisfatto del risultato?

R: Come detto il Volleyrò era strafavorito: cinque volte consecutive campione d’Italia, quattro finali vinte 3-0 e una 3-1, solamente 2 set persi nelle 30 gare delle ultime cinque edizioni (di cui uno con Novara due edizioni fa); 7° posto in b1 quest’anno nel proprio girone e ben due rinforzi di lusso provenienti dalla serie A1 del Club Italia (Francesca Scola e Linda Nwakalor, ndr). Niente male come biglietto da visita. Gara combattutissima, con alti e bassi caratteristici della pallavolo giovanile, ma con un’intensità a tratti veramente importante; match bellissimo delle nostre ragazze che sono riuscite partendo dalla strategia iniziale, ad interpretare al meglio tutte le situazioni; alla fine siamo usciti sconfitti a testa altissima, dopo 2 ore e 15’ di fronte ad una squadra superiore che ha meritato la vittoria finale; con grandissimo orgoglio ci portiamo a casa una medaglia d’argento, che non mi piace dire che vale oro, per rispetto dell’avversario che ci ha battuti sul campo, ma che ricorderemo tutti per sempre, per quanto brilla e per come le ragazze se la sono guadagnata sul campo, lottando su ogni singolo pallone; la più grossa soddisfazione sono stati i tantissimi complimenti ricevuti (che vorrei estendere a tutte le ragazze ed allo staff) per il prestigioso risultato, ma soprattutto per il gioco che abbiamo espresso come squadra; di questo c’è veramente da andarne fieri.

 

D: Quando termina una stagione arriva sempre il momento dei ringraziamenti e dei saluti. Cosa vorresti dire?

R: Alla fine di questa meravigliosa annata sportiva credo sia doveroso ringraziare in primis la società al completo (Presidente, dirigenti tutti e sponsor) che nell’allestire la squadra la scorsa estate, credo che abbia fatto un lavoro davvero eccellente, mettendoci a disposizione ragazze di grandissima qualità e prospettiva e consentendoci di lavorare nelle migliori condizioni durante tutta la stagione; poi penso che sia giusto menzionare coloro le quali hanno indubbiamente più meriti di tutti nel raggiungimento di questi prestigiosi successi, ovvero le atlete, 15 ragazze che hanno fatto davvero progressi importanti, credendo loro per prime che ogni piccolo “sacrificio” quotidiano si potesse trasformare in un grande sogno: Badalamenti Gaia, Balzarotti Camilla, Bianchini Chiara, Bolzonetti Alessia, Ferrario Federica, Frigerio Matilde, Garzonio Sofia, Muscetti Eleonora, Nardo Alice, Parini Sveva, Piacentini Federica, Picchi Giulia, Piva Rebecca, Travaglino Alessia, Vecerina Elisa; infine ma non per ultimo, vorrei suddividere i meriti che mi vengono attribuiti, in parti uguali con tutti i membri di uno staff davvero di grande spessore, senza il quale non mi vergogno a dirlo, non sarei stato capace di dare così tanta qualità ad ogni parte del nostro lavoro: grazie a Valeria Alberti, Ernesto Bonardi, Diego Contro, Ilic Gianotti, Gabriele Tortorici, Alberto Giannino, Stefano Falaguerra, e a tutti gli altri allenatori dalla serie A alla “scuola materna” che hanno anche per una sola volta, allenato, incoraggiato, collaborato o tifato per tutti noi. Ognuno penserà ai propri cari, ai propri affetti, ai propri amici, ma credo che alla fine di questa stagione rimanga il desiderio in ognuno di noi, di dedicare tutti questi successi a Sara Anzanello.. ANZA #1 

 

Grazie Matteo, ancora complimenti per aver portato le nostre ragazze a questi incredibili successi!