Viglia europea: domani la Coppa!

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AGIL Volley - Immagine non disponibile

Appena ventiquattro ore di attesa per la Igor Volley di Luciano Pedullà che domani, undici anni dopo la vittoria in Coppa Cev, riscoprirà il sapore delle coppe europee ospitando la Dinamo Krasnodar. Una serata che si preannuncia una vera e propria festa, con la decisione della società di lasciare l’ingresso libero e gratuito al match, al cospetto di un avversario tra i più forti a livello europeo. Proprio il tecnico azzurro, si dimostra fiducioso alla vigilia del match: «Non sono preoccupato, per tanti motivi. Innanzitutto perché conosco il valore della mia squadra e sono certo che, di fronte a un avversario di caratura mondiale sapremo trovare anche le giuste motivazioni per disputare una partita importante. Dovremo avere un approccio determinato e concentrato alla partita, senza l’ansia e la paura delle sfide “dentro o fuori”. Il regolamento della Coppa (in caso di vittoria per 3-0 o 3-1 si assegnano tre punti, in caso di vittoria al tie-break due punti e uno in caso di sconfitta per 3-2; al termine delle due sfide contano i punti totalizzati e non il numero di set vinti e, in caso di parità, si disputa un set di spareggio, ndr) fa sì che a prescindere dal risultato di domani, comunque dovremo andare a vincere a Krasnodar e, di conseguenza, qualsiasi cosa accada sarà ancora tutto aperto».

Certo, il fattore campo sarà importante: «Sicuramente, anche perché l’augurio è quello di ricevere un abbraccio caloroso dai nostri tifosi, come sono sicuro che succederà anche grazie alla scelta della società di lasciare gratuito e libero l’ingresso alla partita. Ciò detto, in Coppa le partite si disputano in due “tempi” e quello di domani sarà solo il primo tempo, poi ci sarà la partita di ritorno tra due settimane per decidere il passaggio del turno». 

Dall’altra parte della rete un avversario temibile: «La Dinamo Krasnodar è una squadra dotata di grandi campionesse e che in questo avvio di stagione sta facendo molto bene. Noi, però, abbiamo le potenzialità per tener loro testa e il dovere di lottare fino alla fine per centrare il passaggio del turno. Dovessimo riuscirci, daremmo un segnale importante a tutti: prima di tutto, a noi stessi».